La cultura degli italiani

Posted on 14th January 2014 in libri
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In treno, sabato, di ritorno da una divertente e istruttiva trasferta lavorativa, ho avuto modo di leggermi un librettino da tempo acquistato ma mai letto. Si intitola “La cultura degli italiani” ed è una intervista al Prof. Tullio De Mauro. La prima edizione è del 2004, quella che ho letto io è stata ampliata e risale al 2010. 

Ci sono riportate delle cifre davvero impressionanti:

  • 2 milioni di italiani adulti sono completamente analfabeti;
  • quasi quindici milioni sono semianalfabeti;
  • altri quindici milioni sono a rischio di ripiombare in tale condizione e comunque sono ai margini inferiori delle capacità di comprensione e di calcolo necessarie in una società complessa come la nostra.

Alla fine del capitolo dove sono indicati questi dati, il Prof. De Mauro dice “Una classe dirigente che sa parlare, ma non sa fare è lontana dai bisogni minimi di sopravvivenza propria e della popolazione. E’ una classe dirigente che o non decide o decide in modo imbonitorio, solo per durare. E quindi non governa”.

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I conti della serva

Posted on 23rd March 2013 in quaderno
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Mesi fa parlavo per motivi professionali con l’Amministratore Delegato di una nota società di management consulting che opera in Italia. Mi stava spiegando con chi lavoravano e gli domandai perchè non lavorassero con la Pubblica Amministrazione, mi rispose testualmente: “noi paghiamo le tasse e questo mi sembra sufficiente. Di certo non mi metto a fare anche da banca allo Stato”. Il concetto era chiaro e mi parve opportuno non aggiungere altro. L’argomento, debiti commerciali della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese private è, in questi giorni, sulle pagine di molti giornali, almeno di quelli che solitamente mi capita di leggere.
L’argomento è da sgomento per diversi punti di vista. Ho cercato innanzitutto di capire a quanto ammontasse il malloppo che  le imprese devono ricevere dallo Stato. Ho trovato cifre discordanti e, cosa ancor più preoccupante, pare che la somma che viene indicata sia in realtà frutto di un sondaggio e non la banale addizione delle fatture passive (che avrebbe comunque escluso tutti i debiti che diventeranno certi a fronte di contratti siglati che sono in corso d’opera o che ancora non sono stati fatturati dai fornitori titolari del servizio concordato, che nella maggior parte dei casi passa per gare pubbliche).
La Banca di Italia ritiene che gli arretrati verso le imprese ammontino a circa 70 miliardi di euro. Tale somma è, appunto, il frutto di un sondaggio, non sto scherzando. La cifra è quella sbandierata ai quattro venti, recentemente ripetuta anche in televisione dal Presidente di Confindustria, meno recentemente presa per buona dal Ministro Passera,  che si è adoperato, pare a oggi con scarsissimi risultati, in un accordo che vede le Banche (che non hanno un soldo) come soggetto anticipatore dei denari per conto dello Stato a fronte di una certificazione (un’altra?!) da parte della Amministrazione Pubblica della esistenza del credito dell’impresa privata.
Mi spiego meglio: per quanto riguarda il sondaggio, a pagina 13 del Corriere della Sera di Venerdì 22 Marzo, Federico Fubini racconta come la Banca d’Italia, nel tentativo di coprire questo rilevante vuoto informativo, abbia creato un campione di 4.200 imprese (a fronte delle diverse decine di migliaia di imprese credititrici) per cercare di comprendere a quanto ammontasse la cifra complessiva. La Banca di Italia è autorevole e quindi di fronte al buio informativo questa è diventata la cifra di riferimento. Anche sulla base di queste stime, pare che si sia trovata una soluzione, la classica pezza a colori, grazie alla quale si sbloccheranno 40 dei 70 miliardi che verranno erogati in due anni.
Per chiudere il post mi tocca essere catastrofico, citando, a pag.29 del Corriere della Sera del 12 Marzo, sempre Federico Fubini, che riporta uno studio coordinato dal Prof. Emanuele Padovani e condotto dal gruppo di consulenza Van Dijk, secondo il quale l’ammontare complessivo dei debiti dello Stato, tutto compreso (2012 e 2011, che pare siano fuori dalle altre stime, tutti gli enti locali e le seimila aziende partecipate) assommerebbe alla cifra monstre di oltre 150 miliardi di euro.
I conti della serva evidentemente  non li fa mai nessuno.

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Leggere in metropolitana

Posted on 23rd March 2013 in taccuino
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La scorsa estate, lavorando con dei ragazzi a Corato (BA), vi avevo raccontato nel post “Come saranno le librerie nel 2030?” la loro visione, elaborata attraverso l’esercizio di progettazione strategica, emersa in aula durante il corso in management delle imprese creative e culturali che stavo curando.

Vi riporto un passo del post per poi agganciarlo alla notizia, a cui ne aggiungerò un’altra.
Nessun libro cartaceo, nessun libraio o commesso,  ma un grande parco con al centro una nuvola trasparente in grado di autogenerare l’energia di cui ha bisogno per funzionare. All’interno tre anelli collegati dai dei corridoi con i booktrailer e le applicazioni che riconoscono tablet e smartphone dei fruitori e inviano messaggi che permettono di leggere e ascoltare le prime pagine dei libri.

Prima notizia, i ragazzi ci hanno visto bene. La novità arriva dagli Stati Uniti: tre studenti della Miami Ad School hanno realizzato un sistema che prevede l’installazione di pannelli luminosi dove i libri a mo’ di vetrine o di scaffali  mostrano titolo, autore, e codice a barre che, letto da uno smartphone o da un tablet, aggancia la versione elettroncia del volume selezionato e permettte di leggere gratuitamente dieci pagine in anteprima. Per approfondimenti bisogna andare sul sito Bookriot.


Seconda notizia, ”e noi questa qui già la sapevamo”, direbbe mio padre.
Il 54% degli italiani non prende mai in mano un libro. Si deduce che poco più della metà degli italiani non abbia tavoli che traballano a causa di pavimenti non perfettamente a filo.
L’ultimo rapporto (datato marzo 2013) sulla promozione della lettura in Italia  ci spiega, perchè e per come, gli Italiani non leggono. C’è scritto a chiare lettere che da quasi vent’anni, dopo un periodo di grande crescita, avvenuto tra il 1965 (quando le persone erano analfabete)  e il 1988 (quando quasi tutti hanno smesso di esserlo), in cui si passò dal 16% al 36,8% di lettori, il dato è diventato sostanzialmente stagnante. Non si cresce e di questi tempi non mi sembra una gran novità, anzi nell’ultimo anno il numero di quelli che hanno letto almento un libro  in un anno si è contratto di circa 700.000 unità.
Senza entrare nel merito del perchè metà delle persone  in Italia ha scarsa o nulla dimestichezza con i libri, mi piace chiudere con una terza notizia.
Il fatturato generato dalla musica a livello mondiale ha smesso di scendere. Dopo anni di discesa libera la caduta si è arrestata. Profezia: arriverà un sistema che incentiverà a leggere di più, ma non sarà inventato nè da me nè da i tanti che si occupano professioanlmente di cultura in Italia con risultati a dir poco imbarazzanti. 

 

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Digital cultural gap

Posted on 6th March 2013 in taccuino
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Stasera, dopo cena, forse, ho finito di sistemare il mio nuovo computer. Dopo sei anni di onorato servizio, chilometri e chilometri in giro per l’Italia, abbandonerò a casa il mio travelmate 3040. Ora ho un micro scintillante Asus con un sistema operativo assolutamente poco intuitivo. L’occasione è buona per farci quattro risate. Buona notte.
I vecchi che usano il pc
Zerocalcare.it

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Le 50 Aziende più ammirate al mondo

Posted on 5th March 2013 in taccuino
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I ricchi

Posted on 5th March 2013 in taccuino
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Ricco è chi ha un patrimonio investibile (al netto della prima casa), uguale o maggiore a 1 milione di dollari.
Chi sono i più ricchi al mondo?
1) Carlos Slim, patrimonio 73 mld di dollari;
2) Bill Gates, patrimonio 67 mld di dollari;
3) Amancio Ortega, 57 mld di dollari;
4) Warren Buffett, 53,5 mld di dollari;
5) Larry Ellison, 43 mld di dollari;
6) Charles Koch, 34 mld di dollari.
……
La distribuzione mondiale dei piccioli vede al primo posto il Nord America con 442 mld di dollari a seguire l’Asia con 386 mld e poi l’Europa con 366 mld.
Chiude Altro con 232 mld.

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Have a nice weekend

Posted on 4th March 2013 in taccuino
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Avete notato che alcune persone vanno a lavorare il lunedì pronte a tutto? Freschi e rilassati hanno obiettivi chiari da perseguire. Qual’ è il loro segreto? Molto probabilmente, hanno avuto un weekend fantastico.
Per approfondire vi suggerisco di leggere qui

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Elezioni Politiche 2013

Posted on 24th February 2013 in taccuino
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Oggi (e domani) si vota.

Ho trovato alcune tabelle riepilogative fatte da Linkiesta molto chiare ed interessanti. Mettono a confronto i programmi dei partiti su una serie di temi.

Sulle politiche culturali, ed in generale sul MIBAC, il Centro Studi Silvia Santagata ha realizzato una tabella comparativa.

 

Riforma e compiti del Ministero Mibac

Il budget per la cultura

Interventi fiscali in ambito culturale

Partecipazione dei privati alla gestione della cultura

Interventi per le industrie creative e culturali

Sviluppo economico locale basato sulla cultura

Interventi sul paesaggio

Interventi sul turismo

Programma Pd per la Cultura

Puntare su manutenzione ordinaria, diagnostica preventiva e ricerca più che su eventi. Snellire apparato centrale (anche eliminando direzioni generali inessenziali), abolire le direzioni regionali, accrescere le strutture periferiche e territoriali

Investimento pubblico al livello del resto d’Europa. Bilancio del Mibac almeno sopra 2 miliardi di euro. Riorganizzare i finanziamenti straordinari che ostacolano gestione programmabile.

Armonizzare e stabilizzare le defiscalizzazioni, semplificare le procedure amministrative e sburocratizzare le piccole liberalità individuali

Incentivi a sponsorizzazioni, mecenatismo e micro-mecenatismo. Trasparenza sull’assegnazione degli appalti “sotto soglia”. Chiedere all’UE un’ “eccezione culturale” che liberi il settore da vincoli e lungaggini

Nel Codice introdurre archivi e biblioteche e sostituire sedi attualmente in affitto con altre demaniali. Sostegno pubblico a residenze artistiche. Tecnologie legate alla cultura, all’arte, ai beni storici e alla tradizione. Riforma audiovisivo, cinema, musica, fondazioni liriche.

Nel Codice introdurre i professionisti per il patrimonio e estendere tutele e welfare ai lavoratori della cultura. Regole chiare per garantire la concorrenza e la cooperazione delle media, piccole e micro imprese che operano

Una Direzione dedicata al paesaggio nel Mibac. Regioni provvedano all’elaborazione dei Piani paesaggistici regionali

Rivedere il Codice del Turismo che ha di fatto deregolamento il settore riservandolo alla sola normazione regionale

Programma Vendola Presidente -

Ministero per la Creatività. Al Ministero e

alle sovrintendenze funzioni più̀ attive di indirizzo e controllo piuttosto che compiti sempre più̀ rinunciatari legati alla mera e spesso cieca conservazione

Cultura è investimento. Risolvere il paradosso italiano di alta concentrazione di beni e servizi culturali con investimento pubblico annuo in cultura tra i più bassi in Europa

Defiscalizzazione per investitori privati

Creazione dell’impresa culturale non profit. Coinvolgimento di cittadini e imprese (profit e non profit) non solo come concessionari o fonte di sponsorizzazioni, ma per apporto di idee, proposte, dinamica nell’elaborazione di politiche e programmi

Riforma audiovisivo, spettacolo, musica, editoria aumentando concorrenza e introducendo nuove tecnologie digitali

Integrare patrimonio e creazione culturale, cambiare gli spazi fisici nella loro architettura, servizi, offerta culturale e comunicazione quali snodi caratterizzanti dei sistemi territoriali integrati di riferimento

Parchi, aree protette, paesaggi vanno inseriti dentro la rete culturale territoriale

Aree protette sono volano di sviluppo sostenibile nella ricezione turistica, nella ristorazione, nel turismo finalizzato alla migliore conoscenza del nostro patrimonio ambientale e culturale

Programma Monti

Non trattato

Risorse da intese con le fondazioni di origine bancaria o forme calibrate di partnership pubblico-privato

Incidere sul sistema fiscale per il turismo

Sinergia tra privato sociale e istituzioni statali

Migliorare accessibilità e qualità dell’offerta di musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche

Integrare arte e paesaggio, turismo e ambiente, agricoltura e artigianato, all’insegna della sostenibilità e della valorizzazione delle eccellenze italiane

Integrare paesaggio e arte

Ridurre centri decisionali e rafforzare coordinamento centrale. Incidere su sistema ricettivo, fieristico, infrastrutturale, formativo

Programma PDL

Non trattato

Introiti prodotti dai beni culturali destinati a investimenti sulla cultura

Abbassamento dell’IVA nel turismo

In concessione ai privati i musei in difficoltà e no a chiusura ai privati

Separare risorse pubbliche per cultura e spettacolo,  valorizzare depositi dei musei

Non trattato

 

Sviluppo del turismo sociale, destagionalizzazione, incentivo ai visti turistici, strategia strutturata Stato-regioni. Stabilizzazione concessioni balneari

Programma Rivoluzione Civile

Non trattato

Non trattato

Non trattato

Non trattato

Banda larga in tutto il Paese e gratuità internet ai giovani

Valorizzare le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy

Fermare il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina

Non trattato

Programma Fermare il declino

Non trattato

Taglio della spesa pubblica alla voce attività culturali per sussidi e celebrazioni per 500-1.000 milioni

Non trattato

Servizi pubblici affidati tramite gara fra imprese concorrenti

Spesa ridotta per radiotelevisione e editoria, senza sovvenzioni alla carta stampata

Non trattato

Non trattato

Non trattato

Programma Lega

Abolire Soprintendenze e potestà decisionale alle Regioni

Trasferimenti di risorse dedicate e non a pioggia

IVA e sistema contributivo speciali per il turismo

Non trattato

Non trattato

Non trattato

Non trattato

Idonea offerta turistica legata alla ricchezza di arte e cultura

Programma Movimento 5 stelle

Non trattato

Non trattato

Non trattato

Non trattato

Sostituzione libri di scuola con formato digitale gratuito

Favorire le produzioni locali

Non trattato

Non trattato

Programma Fratelli d’Italia

Nuova generazione di Soprintendenti capace di unire conservazione e gestione economica

Finanziamento dei beni culturali con gli introiti dei beni culturali

Defiscalizzazione per i privati nel restauro e nel turismo

Restauro del pubblico con il privato

Nuovi media per il patrimonio artistico, formazione operatori, valorizzare depositi dei musei

Politica di consorzi di strada per botteghe artigianali, musei di settore, librerie

   
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9 Business Books That Will Change Your Life

Posted on 14th February 2013 in libri
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Great leaders learn every day, and reading great books is the one of the best ways to learn.

Colgo l’occasione di un bel post di Dave Kerpen reperito tramite un messaggio su LinkedIn di Angela L’Italien – Marketing and Sales Support di AchieveGlobal – per andare a rimpolpare una sezione trascurata, per pura pigrizia, del mio blog.

I nove libri di business importanti per Kerpen sono:

1) What Color is Your Parachute? A Practical Manual for Job-Hunters and Career Seekers by Richard Bolles

2) Permission Marketing: Turning Strangers Into Friends & Friends Into Customers by Seth Godin

3) The Tipping Point: How Little Things Can Make a Big Difference by Malcolm Gladwell

4) Good to Great: Why Some Companies Make the Leap – and Others Don’t by Jim Collins

5) Mastering the Rockefeller Habits: What You Must Do to Increase The Value of Your Growing Firm by Verne Harnish

6) The E-Myth: Why Most Small Businesses Don’t Work, and What to Do About It by Michael Gerber

7) Built to Sell: Creating a Business That Can Thrive Without You by John Warrilow

8) Rework by Jason Fried and David Heinemeier Hansson

9) The Three Big Questions for a Frantic Family: A Leadership Fable About Restoring Sanity to The Most Important Organization in Your Life by Patrick Lencioni

Io la settimana scorsa ho finito di leggere OPEN di Andre Agassi. Bellissimo.
Non c’entra nulla con il Business ma vale la pena di leggerlo, sopratutto se si è o si è stati giocatori di tennis.

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Most innovative countries

Posted on 14th February 2013 in taccuino
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Bloomber pubblica la classifica dei 50 paesi più innovativi sul globo terrestre. Prima notizia, c’è anche l’Italia. Ci piazziamo al ventiquattresimo posto. In medio stat virtus. In realtà la media ci restituisce un angolo di visuale migliore perchè su alcuni parametri la situazione è decisamente peggiore:

  • Ricerca, R&D in percentuale del Pil, 28esimi;
  • Concentrazione di ricercatori, 36esimi;
  • Capacità di produzione 36esimi;

Ultimo, ma non ultimo, il livello di istruzione, vale a dire la percentuale di persone educate in materie scientifiche, alfabetizzate, che accedono all’università, 56esimi!  
Ci sono chiaramente dei parametri dove riusciamo a migliorare la ventiquattresima posizione,  ma prendo spunto dalla notizia per andare a sbirciarmi di nuovo il programma dei candidati a Premier per cercare di capire cosa propongono in merito a questa tediosa situazione. Sicuramente troverò idee innovative e ricette pragmatiche, se non è urgente il futuro cosa altro lo può essere?

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